Spam due email su tre
In Italia circa due terzi della posta elettronica è costituito da email spazzatura (spam) secondo la recente indagine statistica del Cnr. Il tasso medio di spam nel 2006 si è attestato al 66% delle comunicazioni tramite posta elettronica. Circa 200 spam-gang americane, cinesi e russe sono responsabili del 80% dello spam mondiale. Nelle attività di spam cresce il phishing, le email che dirottano l'utente su pagine web fasulle allo scopo di intercettare le password e codici di autenticazione degli home banking, mentre cala in termini proporzionali il numero delle email che veicolano virus. La situazione italiana appare migliore rispetto al tasso medio di spam in Europa e negli Usa ma tende progressivamente a peggiorare. L'evoluzione dello spam non ha tregua, seguendo lo stesso processo di corsa-rincorsa già osservato nel settore dei virus informatici nel corso degli anni '90. L'ultima tendenza è la tecnica dell'image spam, email recanti esclusivamente immagini e prive di testo, più difficili da individuare dagli anti-spam attualmente in commercio.
Email più pesanti e navigazione più lenta
L'utilizzo delle immagini nelle comunicazioni di posta elettronica ha provocato anche un innalzamento della dimensione media dei messaggi indesiderati da 8,9 a 13 kbyte e il consumo della banda internet da 250 a 800 terabyte giornalieri. Dal punto di vista degli utenti il tutto si traduce in un rallentamento della navigazione e dell'utilizzo dei software di posta elettronica. Secondo la ricerca ogni dipendente impiega almeno 15 minuti al giorno soltanto per selezionare la posta elettronica e pulirla dai messaggi spam. Il fenomeno dello spam causa un forte rallentamento del lavoro nei server di posta e un danno stimato dalla Commissione Europea a 39 miliardi di euro ogni anno.
Perché esiste lo spam?
Una delle principali motivazioni è il ricavo ottenibile dalle attività di phishing. E' sufficiente che pochissimi utenti abbocchino alla trappola per ottenere un profitto notevole. Basti pensare che il più noto spammer al mondo, Jeremy Jaynes, ha accumulato un patrimonio di 24 milioni di dollari in pochi anni. Una seconda motivazione verte sul sospetto che gli spammers puntino a rivendere il proprio know how ai sistemi antispam a pagamento. Un po' si sospettava accadesse per i virus informatici negli anni '90. In terza ipotesi va aggiunto il tentativo di mandare in tilt i server mondiali della posta per ragioni ideologiche.
20070819
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