La guerra dei post
In tempi di blog-politica l'arte del web si trasforma in tribuna politica... e non mancano i colpi sotto la cinghia. Ci riferiamo a uno strano fenomeno che alcuni frequentatori del blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it), divenuto ormai un temuto politic opinion leader, stanno notando da un po' di giorni a questa parte. Secondo gli utenti del blog alcuni commenti stanno letteralmente sparendo, in particolar modo quelli più civili per lasciare spazio soltanto a quelli not politically-correct.
Da cosa può dipendere questo fenomeno?
La logica può aiutarci a capire, partendo da un pressupposto: tutti gli utenti possono cancellare i commenti di altri tramite la funzione cestino Da questo assunto di base occorre capire 'chi' cancella i commenti più pacati sul blog di Beppe Grillo, tralasciando di cancellare quelli più esagitati. Le possibilità sono tre:
- lo staff del blog
- gli utenti del blog
- disinformation attack
(o reverse buzz marketing)
La prima ipotesi è poco probabile. Perché mai lo staff del blog dovrebbe cancellare i commenti più pacati per lasciare quelli esagitati, spesso ripressi dai mass media televisivi per diffamare lo stesso Beppe Grillo e il blog? La logica ci dice che questa ipotesi è poco probabile. Allo stesso modo non si capisce perché dovrebbero farlo gli utenti abituali, affezionati al blog e alla sua filosofia, al punto di scendere in piazza in occasione del V-Day. Se pure dovesse capitare, di certo non si tratterebbe di un fenomeno sistematico e regolare. Anche quest'ultima ipotesi è poco probabile. L'ultima ipotesi è il disinformation attack. Di cosa si tratta? E' una tecnica di guerrilla marketing poco corretta, utilizzata su forum e newsgroup per diffamare una persona o per infangare un prodotto. Uno staff di 4-5 persone naviga nei blog per lasciare commenti negativi (disinformation) o positivi (buzz marketing) su un determinato prodotto o persona. Nella sua forma 'reverse', come potrebbe essere nel caso del blog di Grillo, questa tecnica verte sul cancellare (quando possibile) i commenti scomodi, ossia quelli pacati, per lasciare invece quelli più esagitati e violenti al fine di mettere in evidenza la pericolosità del blog di Grillo.
Dietrologia? Sarà vero? Non lo, ma è facile scoprirlo. Invitiamo tutti a lasciare un commento civile sul blog di Grillo e verificare se dopo 48-62 ore sono ancora online.
Come contrastare un disinformation attack?
Se il blog di Grillo fosse effettivamente oggetto di un reverse buzz marketing, la soluzione sarebbe soltanto una: attribuire a una persona dello staff il ruolo di moderatore e ridimensionare la funzione cestino a una semplice richiesta di cancellazione del commento. Sarà poi il moderatore a decidere se dar seguito alla segnalazione, cancellando il commento, oppure no. Costa un pò di tempo in più, quello del moderatore, ma rimuove del tutto il problema.
Brutti tempi sul web... signora mia.
Andrea Minini
20071005
ecomatrix
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