Email a pagamento negli USA
Negli Stati Uniti cresce il fenomeno delle caselle e-mail a pagamento. Le ragioni per pagare qualcosa a cui il web ci ha abituato avere gratuitamente sono ormai molte. In primo luogo, le email a pagamento dispongono degli efficaci filtri anti-spam, divenuti ormai indispensabili per mettersi al riparo dalle migliaia di comunicazioni spazzatura online. Le normali caselle email sembrano divenute oggetto del bombardamento degli spammers, un pò come i virus colpiscono i software da venti anni a questa parte. Non si conosce il motivo ma il fenomeno esiste. Merita invece più attenzione la motivazione dettata dall'avere email certificata, CertifiedEmail, il servizio viene offerto a pagamento da operatori come Goodmail ai grandi portali storici del web e presto sbarcherà anche in Europa. Perlomeno a detta degli esperti. Queste email dal 'marchio blu' hanno il vantaggio di oltrepassare i filtri antispam, senza essere intaccate nelle immagini o nei link, in cambio di una tariffa a pagamento, metà della quale remunera il certificatore Goodmail e l'altra metà il provider del destinatario nella email. Al servizio guardano con attenzione non solo gli utenti del servizio email ma anche gli operatori specializzati nel direct e-mail marketing, interessati a 'colpire' il target e nello stesso tempo distinguersi dagli spammers. Finora la proposta di Goodmail ha conquistato l'attenzione di colossi come Yahoo! e AOL, riuscendo a coprire in breve tempo il 60% dell'audience online americana.
Le critiche al fenomeno della email certificata. Non mancano però le critiche a questa novità che, secondo i fautori del libero utilizzo di internet, potrebbe mercanteggiare la possibilità di comunicare tramite email e penalizzare il digital divide tra chi è disposto a pagare e chi non ha questo mezzo. Se da un lato il sistema riduce il ricavo economico degli spammers dall'altro rischia di penalizzare anche le semplici newsletters e la posta tradizionale. Nella spartizione dei ricavi, inoltre, il destinatario finale dell'email non trae alcun vantaggio se non quello di vedersi arrivare una comunicazione pubblicitaria senza poterla fermare con i tradizionali filtri antispam. I fornitori del servizio email (provider) invece avrebbero tutto l'interesse ad inasprire i controlli sulle email in inbound e favorire quelle certificate da cui traggono un guadagno per ogni loro passaggio. In questa ottica sarà sempre più più probabile non veder mai arrivare l'email di un amico semplicemente perché quest'ultimo ha digitato una parola a lettere maiuscole e vedere invece arrivare nella propria casella di posta elettronica una comunicazione pubblicitaria certificata.
Il vero mistero sono però gli spammers. Perché esistono? Se avete una risposta scrivetecela.
20070610
ecomatrix
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